Tanto tuonò che piovve, dopo una serie di gare deludenti, ed un pareggio rocambolesco in CL, non poteva che arrivare la prima sconfitta stagionale, e anche quest'anno, in una gara casalinga contro una avversaria che sulla carta sembrava abbordabile.
Sconfitta amara e che astrattamente lascerebbe il campo a recriminazioni a non finire, sfortuna, casualità, errori arbitrali; ma queste sono le giustificazioni dei perdenti, mentre da juventini dobbiamo guardare in faccia la realtà che emerge dal campo, la squadra non è mai stata convincente neppure quando ha vinto, ha sempre palesato o delle pause di gioco, o delle lacune tecnico – tattiche, o peggio la mancanza di personalità e di autorevolezza.
L'orgoglio, l'umiltà, lo spirito di gruppo (che si spera stia tenendo, a dispetto di certi "rumors"), possono supplire in certi momenti, ma non sono da soli sufficienti per fare una grande squadra o per compiere grandi imprese, che invece sono sempre figlie di programmazione intelligente, di presenza di campioni e di guida tecnica abile.
Contro il Palermo sono anche mancate queste componenti, squadra fiacca, che ha giochicchiato, che non ha avuto compattezza sul campo, e che dunque ha finito con il pagare più salato del dovuto, le lacune già palesate in precedenza, contro un Palermo che, tutto sommato, ha tirato in porta solo due volte, che si è limitato a controllare la gara, che addirittura in superiorità numerica ad inizio ripresa ha pure sofferto le sporadiche iniziative dei bianconeri, che comunque non hanno prodotto pericoli seri ai rosanero, tiri da fuori, qualche punizione insidiosa, ma Amelia non ha dovuto certo compiere miracoli.
Come dire, il problema di sterilità offensiva della squadra rischia di divenire cronico.
Aspetti positivi.
Paradossalmente il vero aspetto positivo è proprio la sconfitta maturata anche in modo immeritato, a volere vedere l'andamento della gara, ma che punisce questa Juventus decisamente sotto tono e con poche idee.
Se il gruppo è composto da gente che ha i cosiddetti attributi, che suda davvero per la maglia e per i tifosi, questo schiaffo potrà avere solo effetti benefici, a patto però che si comprenda che non si perde solo per il destino cinico e baro, ma perché ci si mette del proprio.
Aspetti negativi
Per la prima volta emergono i limiti della campagna acquisti estiva, e della mancanza di un vero progetto di squadra, o meglio di un progetto forse troppo avventuristico.
La difesa, in piena emergenza, ha ceduto nelle poche volte in cui gli avversari hanno attaccato con convinzione, il progetto "centrocampo muscolare" (che comunque va riprovato in altre condizioni, a mio giudizio) è naufragato in quanto due dei tre centrocampisti sono fuori fase , Giovinco spesso tagliato fuori dalla manovra, attaccanti poco e male riforniti.
Sul podio
Marchisio
Uno dei pochi a salvarsi dal naufragio, direi anzi l'unico tra i nostri giocatori ad avere provato in tutti i modi a dare la scossa e a prenderla per mano e condurla ad un risultato positivo. Efficace nei recuperi di palla, lucido nei disimpegni, si è anche proposto in avanti, senza avere tanta collaborazione dai compagn. Ecco, se dobbiamo proprio trovare note liete da questa disfatta, una è questa, Marchisio può davvero essere un pilastro di una grande Juve del futuro.
Altri giocatori degni di menzione non ne trovo, potrei dire che tutto sommato sono risultati sufficienti, in modo stiracchiato, Salihamidzic, Mellberg per il tempo in cui è rimasto in campo, Giovinco, per alcune giocate importanti nella tre quarti palermitana, e Del Piero per la punizione trasformata, anche se per il resto non è cha abbia dato segni di presenza importante in campo
Dietro la lavagna
Sissoko
Premessa: ha commesso tre falli in tutto, richiamato al primo, ammoniti al secondo, espulso al terzo! Questo mentre Carrozzieri ha commesso ben 12 falli senza beccarsi nemmeno un giallo. Ma, rovescio della medaglia, è palesemente fuori condizione, e cerca di recuperare mettendoci molta, troppa foga. E deve soprattutto capire che con certi arbitri che lo "puntano", aspettando anche il minimo pretesto per cacciarlo, deve imparare a contenere la sua irruenza, l'espulsione era sacrosanta, e peraltro in un contrasto inutile, semmai doveva evitare quella precedente, visto l'avvertimento di Tagliavento, che evidentemente aspettava solo il primo contrasto deciso per cacciarlo.
Poulsen
Impalpabile la sua prestazione, ormai si può dire che i lampi iniziali erano casuali, il giocatore è questo, insomma uno che alla juve non serviva affatto.
Camoranesi
E' entrato in campo?
Amauri
Evidentemente ha sentito la gara contro i suoi ex compagni, praticamente un tiro in porta non l'ha fatto, o meglio una velleitaria conclusione da fuori.
Tirando le somme
Io ritengo salutare questa inopinata sconfitta, perché in questo modo si getta la maschera e si vede in faccia la realtà: questa Juve non è una grande squadra, non è nelle condizioni di lottare per due traguardi, ossia scudetto e CL, magari potrà compiere qualche grande impresa in campionato o in CL, ma non ha il tasso tecnico e la personalità per poter realmente competere in entrambe i fronti, per cui forse nell'avvenire sarebbe utile prendere atto di questa realtà, scegliere le priorità della stagione, e pensare anche a porre le basi per il futuro, dato che il presente mi pare ormai abbastanza evidente, tre pareggi di fila ed una sconfitta sono il segnale che qualcosa non va e che, probabilmente, il qualcosa che non va non è proprio rimediabile a breve.
L'organico è falcidiato da infortuni, alcune assenze sembrano troppo pesanti, mi riferisco a Zanetti e Trezeguet, altri giocatori sono o fuori forma (Chiellini, Sissoko, Camoranesi), o al capolinea (Nedved); Ranieri sembra non ritrovare il bandolo della matassa, da alcune giornate mi sembra andare più a tentativi che non in applicazione di un progetto di gioco chiaro.
E qui si innesta il primo problema da affrontare: se è vero che ci sono mugugni negli spogliatoi, e che i senatori siano in "dissenso" con il tecnico, è fondamentale che la società intervenga in modo deciso, ricordando che ognuno deve stare al proprio posto, e che fino a quando Ranieri è l'allenatore, i giocatori si debbono adeguare, piaccia loro o meno, alle scelte del tecnico.
Poi vanno compiute le necessarie riflessioni all'interno della società, capire che i limiti di quest'anno sono la conseguenza soprattutto degli errori di mercato della scorsa stagione, quando tra due vie possibili, entrambe logiche (un progetto a medio termine, ossia puntare sul rinnovamento anche generazionale, e mantenendo i veterani come "chiocce" per far crescere i nuovi; un progetto immediato, puntare su scelte importanti di mercato, campioni di valore assoluto), si scelse la terza, quella di compromesso, e dunque arrivo di giocatori di valore medio, non adatti al gioco pensato dal tecnico, e non a caso Almiron è andato via, mentre Tiago è rimasto solo perché non ha accettato le destinazioni offertegli.
Quest'anno è arrivato Poulsen, giocatore che non serviva e forse non servirà per l'avvenire, non si è pensato che i veterani cominciano ad essere avanti negli anni, e che le alternative in organico sono o ancora da verificare, o non proprio all'altezza dei vecchi; viceversa non sono arrivati il centrocampista di qualità che serviva, vista anche la fragilità di Zanetti, né l'esterno sinistro che potesse gradualmente sostituire Nedved, e gli stessi arrivi in difesa non si sono ancora dimostrati all'altezza della situazione.
Occorre prendere atto di questa situazione, scegliere le priorità di stagione, provare a ricompattare l'ambiente e proseguire per cercare di chiudere al meglio la stagione.
Poi si vedrà, ma è necessario applicare il noto principio che in queste situazioni recitava il compianto avvocato Agnelli, quando si perde, la colpa è prima della società, poi dell'allenatore, infine dei giocatori.
Due ultime notazioni, direi di colore: ieri hanno segnato gli ex Miccoli, Palladino e Paolucci, quest'ultimo un attaccante in costante ascesa, da riportare a Torino a fine stagione; il tutto mentre i nostri faticano anche a trovare la porta nelle conclusioni.
Altra notazione: lo score della gara con i rosanero vede la Juventus con tredici falli fatti, quattro ammonizioni e un espulso, ed il Palermo con trentuno falli commessi (di cui ben dodici del solo Carrozzieri), e … due sole ammonizioni.
Ci si potrebbe lamentare dell'arbitraggio per questo ed altro, ma a ben ricordare, lo scorso anno a Cagliari, sempre con Tagliavento, con due rigori contro ed un terzo revocato, un espulso ed una sequela di decisioni assurde contro i bianconeri, la Juventus vinse ugualmente.
Quest'anno no e qualcosa vorrà pur dire.
Le mie postille:
1 – Carraro Santo Subito!
Come avrete avuto modi di leggere o ascoltare, finalmente il G.U.P. presso il Tribunale di Napoli ha disposto il rinvio a giudizio di molti imputati del processo cosiddetto "calciopoli", tra cui Moggi, Bergamo, Pairetto, De Santis, e compagnia cantante.
Inutile dire che molti giornal-interisti in servizio permanente effettivo si sono lanciati nelle solite filippiche contro gli indagati che adesso ufficialmente diventano "imputati", ed anzi ad uno di costoro (che peraltro scrive su "La Stampa"), mi riservo di dedicargli una lettera aperta, ricordando a lui e a tanti altri, fin da ora, che nessun interista, o dirigente dell'Internazionale Foot-ball Club ha legittimazione morale per dare lezioni agli altri.
Una cosa mi ha colpito, il proscioglimento di Franco Carraro.
Dunque ci troveremmo di fronte ad una cupola … senza capi!
Se il teorema accusatorio è basato anche sul fatto che per garantire agli associati a delinquere, occorreva che i vertici fossero in mano a persone amiche o comunque di fiducia, e se uno dei cardini di questo teorema è l'opera di persuasione che Moggi e complici (uso questi termini in modo ironico, se non si è capito) per fare eleggere Carraro ai vertici della FIGC, Galliani alla Lega, Bergamo e Pairetto alla CAN, vorrei a questo punto capire come è possibile che questa presunta cupola potesse operare se i capi del calcio non sono mai stati responsabili dei misfatti di questa cupola.
Galliani mai indagato, Carraro adesso prosciolto: insomma è come dire che il clan dei corleonesi è mafioso ma il capo, si chiami Riina o Provenzano, è estraneo ai crimini del clan!
Per intenderci, è estraneo l'uomo della finanza nel calcio (Carraro presidente di Mediocredito Centrale, banca finanziaria della Banca di Roma, oggi Unicredit), è estraneo l'uomo dei media nel calcio (Galliani, espressione di una società che ha alle spalle il gruppo Mediaset), non sono mai stati toccati altri potentati che nel calcio contano eccome, vuoi vedere che un ex capostazione con un agente penitenziario, un assicuratore, e qualche altro piccolo pesce o faccendiere di scarso valore, avessero più potere di politica, finanza, imprenditoria e informazione messe insieme?
A questo punto non rimarrò meravigliato se l'ex uomo proveniente della Milano da Bere, messo a sedere nella poltrona di sindaco di Roma da un mega accordo politico di ferro, e successivamente proiettato nel mondo bancario e della finanza, oltre che uomo forte dello sport italiano, non venga acclamato santo subito!
2 – Ma di Giraudo ne vogliamo parlare?
Una precisazione doverosa, a proposito di rinvio a giudizio.
Contrariamente a quanto sostengono i caporal – giornalisti o giornal – interisti, rinvio a giudizio in senso giuridico significa ben poco, nel senso che è quel provvedimento con il quale si afferma che ci sono le condizioni per potersi celebrare un processo penale, nel quale l'accusa potrà portare le prove raccolte, ma la difesa potrà portare le sue prove a discolpa, e dunque che un cittadino indagato sia rinviato a giudizio vuol solo dire che potrà essere processato, ma non necessariamente condannato.
Verità che molti dimenticano, come dimenticano pure il fondamentale art. 27 della Costituzione, e dunque fino a quando Luciano Moggi non sarà condannato con sentenza definitiva da un Tribunale della Repubblica, deve essere ritenuto un cittadino in regola con la legge e dunque una persona perbene.
Detto ciò, penso avrete pure notato il silenzio in cui è caduto Antonio Giraudo, che subito dopo l'esplosione della vicenda, si è defilato, trasferendosi addirittura all'estero per curare propri affari economici diversi dal calcio.
Bene, nel processo di Napoli, Giraudo ha chiesto il rito abbreviato, strumento processuale che ha i suoi vantaggi (pena ridotta di un terzo in caso di condanna e possibilità di appellarsi o ricorrere in Cassazione avverso le sentenze di condanna), ma anche i suoi inconvenienti, ossia il non potersi portare prove a discolpa, e dunque far celebrare il processo sulla base di quanto raccolto dagli inquirenti.
Il rito abbreviato di norma si sceglie in due casi appunto, o quando si è proprio sicuri che da quella montagna di carte non scaturisce alcuna prova vera di responsabilità, o quando non si hanno elementi di prova a discolpa da potersi produrre, ma si ritiene che negli atti di accusa ci siano vuoti e lacune su cui poter impostare una valida difesa.
Io ho la sensazione che per Giraudo sia più verosimile la prima ipotesi, e del resto le intercettazioni che lo coinvolgono sono solo un paio, e dai contenuti davvero banali (una con riferimento a Zeman, ed una più di argomenti interni alla Juve), per cui è probabile che ne possa uscire indenne dal processo.
Ed a questo punto mi chiedo e vi chiedo: ma se Giraudo fosse prosciolto, avrebbe senso il verdetto della giustizia sportiva, che punisce la Juventus quando l'amministratore delegato, e dunque responsabile della società, non avrebbe commesso illeciti?
Un altro mistero si delinea all'orizzonte.
Anche perché qualcosa mi dice che il nostro Giraudo (che comunque appartiene al mondo dei "poteri forti") ne uscirà indenne, visto che il cerino dovrà rimanere acceso solo nelle mani dei poveracci che non contano, il tutto per giustificare un autentico colpo di stato calcistico.
3 – Premonizioni.
Consentitemi dopo la logorrea precedente una piccola nota personale.
Da accanito integralista Juventino (e Catanese), non potendomi perdere mai e poi mai la gara dei bianconeri contro la formazione dell'altra città siciliana in serie A, e dovendo per improrogabili impegni familiari (insomma un pranzo al quale non potevo
sottrarmi, pena discussioni coniugali e rischi di ritorsioni ...), avevo pensato di registrare la partita e vedermela in differita cercando di rimanere all'oscuro del risultato.
Ma registrarla non usando il "My Sky", dato che non mi ha mai portato fortuna, e dunque usando il videoregistratore normale.
Bene, programmo il timer, il canale Sky, gli orari, e per completare indico anche nella guida il genere del programma da registrare.
Finita l'operazione, rivedo il tutto e mi accorgo che stavo per registrare Juventus - Palermo, canale Sky Hd1, dalle 14,55 alle 17,05, genere ... DRAMMATICO!
Superstizioso come sono, ho immediatamente cancellato la preregistrazione, visto il sinistro segnale, ma a quanto pare non è servito a nulla.
E per bere l'amaro calice, me la sono goduta (si fa per dire …), conoscendo già il risultato, nella replica di Juventus Channel.
(JUWORLD.NET - Antonio La Rosa - Pubblicato il 06.10.2008)