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Thursday, May 20, 2010

Narducci, scusi il ritardo

Gentile Narducci, nella foga di vederla in toga ci si è dimenticati di quando invece lei si metteva in penna. Cosa vuol farci. Piaccia o non piaccia s’è purtroppo perduta traccia nella nostra memoria della sua precedente attività di investigatore di partite di calcio: il commentatore. Esperienza magari breve ma istruttiva. Ed è un peccato, se lo lasci dire. Lei aveva già tanto da dirci sul nostro futuro. Il suo pasoliniano “Io so” ci avrebbe arricchito di coscienza e di salute, mai risparmiata in tutti questi anni smemorati. Le siamo debitori. Solo l’avessimo letta, solo l’avessimo considerata. Per fortuna che per pagare c’è sempre tempo.

In data 23 giugno 2004, sul Corriere della Sera, lei scrive così di Svezia-Danimarca. Un papocchio rimasto impunito da tutti tranne che lei.

IL MAGISTRATO

Pareggio perfetto, ma non da inchiesta

Devo ammettere che un fascicolo proprio non potrei aprirlo su questo pareggio. Un’ inchiesta non andrebbe lontano, secondo me. Svezia e Danimarca hanno fatto le cose per bene, forse solo perché era facilissimo farle. Sì, di fronte a qualche particolare di quei novanta minuti quasi senza recupero (strano, no?) la tentazione verrebbe. Un copione scritto a tavolino senza troppa fantasia avrebbe previsto esattamente quello che è avvenuto: la Danimarca che va in vantaggio perché tra le due squadre è quella che ha più bisogno di segnare, ma poi la Svezia che la raggiunge su un rigore che mi è parso poco contestato dai danesi. E però come fai ad accusarli per una cosa del genere? Risponderebbero che l’ hanno fatto per fairplay, e si metterebbero subito dalla parte della ragione, dal momento che l’ uscita del portiere era proprio sui piedi dell’ attaccante. Poi gli svedesi che sbagliano ad applicare il fuorigioco al raddoppio di Tomasson, ma pure questo può succedere. E alla fine quel pareggio in una mezza mischia, un gol che ci può stare. No, confesso che – seppure solo dalle colonne del Corriere – mi piacerebbe poter aprire un virtuale fascicolo su questo pareggio. Ma l’ unica accusa possibile sarebbe un’ accusa di banalità. Diciamocelo: Svezia e Danimarca sono due squadre che si equivalgono, e anche se nella storia delle loro sfide il pareggio è il risultato più raro, oggi è anche il più veritiero. O, comunque, il più verosimile. E loro hanno eseguito, rinunciando a qualunque sforzo di fantasia, il compitino, in fondo facile, che avevano da svolgere. Senza strafare, distribuendo i quattro gol in maniera che quasi sembrasse una partita vera. Una partita che, però, è iniziata in ritardo rispetto a quella dell’ Italia, e questo sì che è un passo falso. La prova che il pareggio perfetto, così come il delitto perfetto, non esiste. *(magistrato, titolare dell’ inchiesta sul calcio scommesse)

Narducci Giuseppe

Come era vero, gentile Narducci. Come le era chiaro.

Basta si scopra un ritardo nel far scendere in campo tutti i protagonisti ed addio, delitto perfetto.

(www.uccellinodidelpiero.com)

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